IL
FASCINO E LENERGIA QUASI MISTERIOSA DELLE NOSTRE
COLLINE
La nostra è una terra fertile ed affascinante.
Le piccole pianure si trasformano in morbidi crinali
e poi in ripidi pendii. Si sale poco per volta scoprendo
man mano una vigna, un borgo, un castello antico e poi,
magari dopo una curva a gomito, ecco aprirsi un panorama
mozzafiato che varia nelle diverse stagioni dellanno
cambiando i suoi colori regalando quindi rinnovate emozioni
a chi lo ammira.
Siamo nelle Langhe, un lembo del Piemonte che la natura
ha dotato di una apparente placidità e di una
grande energia vitale. I vigneti, lavorati con una passione
atavica, ricoprono ordinatamente i sorì e i versanti
assolati delle colline traggono da questa terra privilegiata
i profumi ed i sapori dei loro migliori vini: il barolo,
il barbaresco, il nebbiolo, il moscato. Ma la terra
dei versanti meno assolati non è certo meno generosa:
lì trovano il loro ambiente ideale proprio le
piante di nocciolo che elargiscono lapprezzata
Nocciola Tonda e Gentile.
Questa è una terra che ama circondarsi di
mistero, tramandato nelle generazioni con avvincenti
racconti dei quali sono protagoniste le masche, inquietanti
fattucchiere di campagna che evocano la parte più
nascosta e fantasiosa della cultura popolare della
gente di Langa. Le masche sono le regine di racconti
paurosi, nati e modificati dalla fantasia della gente
comune durante lunghe sere trascorse davanti al fuoco
nelle fredde notti dinverno. Racconti che narrano
di fatti inspiegabili e di
fatture.
A Sinio dAlba si festeggia ogni vigilia di ferragosto
la "notte delle Masche", un pretesto per
fare festa e ritornare bambini ascoltando le storie
dei beneandanti, gli insonni cacciatori di streghe.
Questa terra è la madre di menti straordinarie
come quella di
Pinot Gallizio "farmacista, alchimista, archeologo,
re degli zingari e ignorante" (come scriveva
sul suo biglietto da visita), artista poliedrico e
geniale; o come Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, autori
di pagine che hanno fatto il giro del mondo.
Le Langhe sono anche lì, tra le righe dei racconti
e dei versi di questi due grandi scrittori, espressioni
di una creatività concreta e genuina, capace
di descrivere la meraviglia dei luoghi, ma anche loriginalità,
la tenacia della gente di qui che ha saputo passare
dalla "malora" (ben dipinta da Fenoglio
nellomonimo libro) ad un meritato benessere,
alla cultura del gusto, dellospitalità.
La volontà quasi ostinata della gente di Langa
è ben sintetizzata da Cesare Pavese: i contadini
di Langa non hanno paura di zappare neppure al buio
ed è anche per questo che la nostra terra li
ricambia generosamente.
I prodotti della terra di Langa sono unici perché
frutto di una serie di elementi che solo qui si possono
combinare: terreni fertili privilegiati dalla natura;
aria tersa lontana da grandi agglomerati urbani e
quindi dallinquinamento; clima adatto ai nostri
vigneti e ai nostri noccioleti; una cultura contadina
intelligente, volitiva, saldamente attaccata alle
tradizioni, ma senza ottusità e con lo sguardo
rivolto al futuro.
Tutto questo fa della Langa un luogo straordinario
che con la pace che infonde e lenergia che trasmette
attira a sé inesorabilmente. Quasi tutti coloro
che ci sono venuti, magari solo per caso o per sentito
dire, ci tornano volentieri e non solo per un buon
pranzo o acquisti garantiti di vino e dolci, ma per
vere e proprie vacanze da spendere coccolati dallospitalità
sincera della gente di qui e con mille possibilità
di scelta tra giornate strettamente a contatto con
la natura o arricchite da visite culturali.